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NEPAL-TIBET · Kathmandu-Lhasa overland  
     
 

I PAESI
Il Nepal, paese himalayano per eccellenza, ha uno splendido territorio che si articola in una fascia pianeggiante al sud, una di colline e altopiani al centro e una d’alta montagna al nord la quale comprende le più alte vette della terra. Questa configurazione ha fatto sì che popolazioni differenti per provenienza, razza, cultura e religione si siano insediate nelle diverse zone dando origine ad un insieme di tribù molto distinte, a volte in dissidio tra loro, tuttavia in grado alla fine di coesistere in un unico stato. Dai Newari della Valle di Kathmandu ai Gurung della zona di Pokhara, dai Thakali della Kali Gandaki (Annapurna) agli Sherpa del Solu Khumbu (regione dell’Everest) ai Tibetani provenienti dall’altopiano, il Nepal offre una varietà etnografica straordinaria e di grande interesse culturale, che, unitamente ai suoi splendidi luoghi, ne fanno una delle mete più affascinanti e ambite.
Il Tibet è un immenso altopiano a 3500 mt di quota che si estende a nord della catena himalayana. Tutta la fascia meridionale è occupata dalle alte valli dell’Indo ma soprattutto del Brahmaputra che scorre per migliaia di chilometri da ovest a est attraversando le regioni più note e popolate della nazione. Più a nord l’altopiano è una sconfinata steppa quasi completamente disabitata che si estende fino ai confini dello Xinjang e dei grandi deserti dell’Asia centrale. Dal punto di vista culturale il popolo tibetano ha una tradizione millenaria basata su una profonda spiritualità che affonda le sue radici nella religione buddhista la quale pervade ogni atto dell’esistenza e che fino alla metà del secolo appena trascorso costituiva altresì il fondamento stesso dell’ordinamento statale: il Dalai Lama, capo spirituale del popolo tibetano, era infatti anche il capo dello stato teocratico del Tibet. Negli anni 50 l’occupazione violenta da parte della Cina comunista ha stravolto l’ordine millenario di uno stato e di un popolo, costringendo all’esilio il Dalai Lama e perpetrando la distruzione metodica della cultura, delle tradizioni e delle stesse genti tibetane. Negli ultimi vent’anni, passata la fase più atroce della follia distruttiva e pur continuando l’occupazione cinese, il popolo tibetano ha potuto tornare ad una vita più vicina alle proprie tradizioni e intraprendere la ricostruzione di molti dei templi e dei monasteri rasi al suolo durante la “rivoluzione culturale”. Ora un viaggio in Tibet non è più un itinerario fra macerie e distruzione ma un’esperienza intensa ed emozionante fra straordinarie vestigia millenarie faticosamente ricostruite, in mezzo a un popolo che lentamente ritorna alla vita, in un territorio immenso di grande bellezza e suggestione.

IL VIAGGIO
Nel nostro itinerario visitiamo in particolare la Valle di Kathmandu che offre una stupefacente ricchezza di cultura, religioni, riti, tradizioni, templi, città e villaggi, in un paesaggio dolce e suggestivo. Trascorsi qui i primi tre giorni che ci permettono una visita accurata di tutti i luoghi di maggiore interesse, lasciamo la capitale in direzione nord-est attraversando magnifici paesaggi himalayani tra cime impervie ricche di vegetazione, fino a raggiungere Kodari al confine fra Nepal e Tibet. Passata la frontiera ci attendono i 725 km della Friendship Highway (la strada dell’amicizia), che, fra splendidi paesaggi, affascinanti città e suggestivi monasteri, ci porta a Lhasa in quattro giorni di viaggio. Spendiamo gli ultimi due giorni nella capitale tibetana, magnifica città ricca di templi e monasteri sui quali troneggia imperioso il Potala, assurto ormai a simbolo stesso del Tibet. Ritorniamo in volo a Kathmandu, dove ci attende l’aereo per l’Italia, avendo ancora negli occhi e nella mente immagini e suggestioni di un viaggio che non dimenticheremo.

CONSIGLI E INFORMAZIONI
Clima
Il clima di questo periodo coincide con l’inizio del monsone estivo e potrebbe riservare un tempo variabile e occasionalmente piovoso in Nepal. Nell’altopiano tibetano, invece, grazie alla difesa offerta dalla catena himalayana, il clima è sostanzialmente secco e soleggiato e la temperatura mite di giorno e piuttosto fredda di notte. Si consiglia un’abbigliamento modulare che tenga conto di tutte le variazioni climatiche sopra descritte.
Visti, vaccinazioni e consigli sanitari

Il visto per il Nepal viene fatto direttamente all'aeroporto di Kathmandu, per cui sono necessarie due fototessere. Il visto per il Tibet, di cui si occuperà la nostra agenzia, dev’essere fatto in Italia con buon anticipo sulla partenza del viaggio.
Non sono obbligatorie vaccinazioni. E' consigliabile l'antiepatite ma non la profilassi contro la malaria, assente a quelle quote.
Per quanto riguarda l’altitudine, che raggiunge punte di oltre 5000 mt., l’ascesa lenta e alternata, tutta a bordo di mezzi, consente un giusto acclimatamento con disturbi ridotti al minimo. Il viaggio, pertanto, è sconsigliato solo alle persone affette da gravi disturbi cardiovascolari.
Fuso orario
L'ora del Nepal è ore 4.45 avanti rispetto a quella italiana. L’ora del Tibet è 7 ore avanti rispetto a quella italiana. Con l’ora legale vigente la differenza oraria si riduce rispettivamente a ore 3.45 e 6.
Cambio
La moneta corrente è la Rupia per il Nepal e l’Yuan cinese per il Tibet. Le valute estere più facilmente accettate sono il dollaro USA e ora anche l’Euro.
La cucina
La cucina nepalese è abbastanza varia e piuttosto simile a quella indiana. Il piatto tradizionale più comune è il dhal, una zuppa di lenticchie accompagnata da riso e talvolta da verdure cotte. La cucina tibetana è molto influenzata dalla cucina cinese anche se possiede piatti originali come i momo, ravioli bolliti ripieni di carne o verdure.

PROGRAMMA DI VIAGGIO

Primo giorno
Volo dall’Italia.
Secondo giorno
Kathmandu. Giungiamo a Kathmandu in mattinata. Dopo la sistemazione in albergo visitiamo il centro storico con le suggestive vie della città vecchia, le piccole, animatissime piazze, i chowk (cortili interni), le botteghe e i mercati, la bella Durbar Square (la piazza centrale o Piazza del Palazzo) coi suoi splendidi templi indù e buddisti e il Palazzo reale.
Terzo giorno
Valle di Kathmandu. Visita di Patan, città storica con la splendida Durbar Square, il mitico Kwa Bahal (il tempio dorato buddhista), il Tempio di Rato Machendranath, il Tempio di Mahabouddha (o dei Mille Budda), e l’Uku Bahal. Nel pomeriggio visita di Bhaktapur, la città più bella del Nepal, con le sue vie perfettamente restaurate e le magnifiche piazze ricche di templi, in particolare Durbar Square dove il regista Bertolucci ha girato varie scene del film “Il piccolo Buddha”; e poi Taumadhi Tole, Potters’Square e Tachupal Tole. Tempo permettendo, salita al solitario tempio di Changunarayan, in bella posizione dominante la valle di Kathmandu.
Quarto giorno
Valle di Kathmandu. A sud di Kathmandu visitiamo il Tempio di Dakshinkali, in cui si celebrano i sacrifici animali alla Dea Kali. Sulla via del ritorno sosta a Bungamati, Khokhna o Kirtipur, tipici villaggi Newari ancora non invasi dal turismo. Poi, rientrati in città, vediamo Pashupatinath, il luogo di culto indù più importante del Nepal, con i ghat (gradinate) sul fiume Bagmati, i templi, le cremazioni dei morti e i sadhu (i santoni induisti); infine lo stupa buddhista tibetano di Bodnath, il maggiore del Nepal, con i gompa (monasteri) delle varie sette e l’animata vita che ferve attorno al grande tempio, specie verso il tramonto.
Quinto giorno
Kathmandu - Kodari - Zhangmu. Terminata la visita di Kathmandu e della sua valle, di primo mattino lasciamo la capitale nepalese. Procediamo per strada impervia verso il confine tibetano attraverso lussureggianti vallate fra le gradi montagne dell’Himalaya. Giungiamo a Kodari dove, lasciato il pulmino nepalese, camminiamo per oltre un’ora fino al Zhangmu, in territorio tibetano, dove alloggiamo. Durante il percorso a piedi i bagagli verranno trasportati da portatori. Per chi lo desidera è possibile ottenere un passaggio su mezzi che fanno servizio in loco.
Sesto giorno
Zhangmu - Shegar. Proseguiamo salendo verso il più elevato altopiano della terra in tipico paesaggio tibetano attraversando il Nyalam Pass (mt 3800) e il Lalung-La (la: passo) a mt 5050, con spettacolari vedute della catena himalayana, incluso il monte Everest (mt 8874). Dopo 244 km giungiamo infine a Shegar,detta anche New Tingri, circondata da montagne e nota per la sua antica fortezza (Dzong), ancora imponente benchè in rovina.
Settimo giorno
Shegar - Shigatse. Continuiamo il viaggio verso Lhasa fra immensi paesaggi solitari; valichiamo il Gyatso La (mt 5220), che segna il punto più alto dell’intero percorso, prima di arrivare a Shigatse, a mt 3810, seconda città del Tibet dopo Lhasa e capitale della regione di Tsang.
Ottavo giorno
Shigatse - Gyantse. Shigatse racchiude in sè il famoso monastero di Tashilhumpo, grande centro religioso Gelugpa, sede del Panchen Lama. Esso è uno dei pochi edifici raligiosi del Tibet risparmiati dalla “rivoluzione culturale” e giunto fino a noi pressochè intatto. Qui visitiamo in particolare la Cappella Maitreya col magnifico Buddha di 26 mt, il Palazzo del Panchen Lama con le sue numerose cappelle e il grande Tempio di Kelsang. Lasciata Shigatse proseguiamo per Gyantse che raggiungiamo dopo 90 km. Gyantse conserva ancora il fascino di una tradizionale città tibetana non toccata dalla modernità e rinomata per la lavorazione dei tappeti. La sua area circondata da mura un tempo racchiudeva 19 monasteri difesi dalla fortezza ancora intatta situata su un monte vicino. Noi visitiamo l’affascinante monastero di Pelkor Chode e il Kumbum, straordinario stupa arricchito da magnifici dipinti murali. Tempo permettendo possiamo anche salire al forte (dzong) dove si ha una bella veduta di Gyantse e della valle circostante.
Nono giorno
Gyantse - Lhasa. Magnifico itinerario che ci porta fino a Lhasa. Valichiamo dapprima il Karo-La (mt 5010), poi scendiamo al bellissimo lago Yamdrok-Tso, quindi risaliamo fino al Kamba-La (mt 4974), infine seguiamo per un tratto il fiume Brahmaputra (Yarlung Tsangpo) per poi deviare verso Lhasa che raggiungiamo in serata.
Decimo giorno
Lhasa. La capitale è una bellissima città raccolta attorno al gigantesco Potala, il grande palazzo del governo tibetano ex sede del Dalai Lama, ora tristemente deserto, e concentrata attorno a Barkhor Square e allo Jokhang, il massimo edificio religioso del Tibet, che, brulicante di fedeli e ricco di mistero, costituisce un’esperienza tibetana senza pari. Il circuito del Barkhor, che gira attorno allo Jokhang, è una zona che in Tibet non ha eguali per la straordinaria miscela di profonda religiosità e di economia di mercato di sussistenza: è insieme il cuore della città santa e il più importante quartiere commerciale, gioioso e febbrile. Lo visitiamo partecipando alla vita e alle attività dei tibetani, per poi esplorare le sale e le cappelle dello Jokhang e dell’imponente Potala.
Undicesimo giorno
Lhasa. Ma Lhasa non è solo il Potala e lo Jokhang; essa possiede altri numerosi monumenti sacri di cui ricordiamo almeno i tre maggiori: il Norbulingka, ovvero l’ex residenza estiva dei Dalai Lama, e i monasteri di Dreprung e Sera, i massimi centri dell’ordine Gelugpa che un tempo ospitavano molte migliaia di monaci. Noi li visitiamo con brevi escursioni fuori Lhasa e, qualora lo decidessimo, potremmo anche tentare una sortita allo splendido monastero di Ganden, 40 chilometri a est della capitale.
Dodicesimo giorno
Lhasa - Kathmandu. Di primo mattino trasferimento in aeroporto dove ci attende il volo per Kathmandu. Nel pomeriggio visita di Shwayanbunath, affascinante tempio buddhista situato su un colle che domina Kathmandu. Trascorriamo poi le ultime ore a passeggio per il centro per gli ultimi acquisti.
Tredicesimo giorno
Volo di rientro in Italia.