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Nate
ad opera di un gruppo di appassionati veri di viaggi, paesi
e culture, Eurasia, prima, ed ora Terrae, ne riflettono rigorosamente
i principi e la filosofia.
Cos'è dunque per noi viaggiare? Per rispondere a questa
domanda sarebbe bene partire rovesciando il quesito, ovvero:
cosa non è viaggiare? Viaggiare innanzitutto non è
coprire un itinerario, magari col minimo di fatica e volando
il più possibile, alla caccia di luoghi già noti
da catturare con immagini come trofei da mostrare ad amici e
parenti; viaggiare non è cercare ossessivamente mercati
o negozi da saccheggiare in nome di un insano consumismo pseudo-culturale;
viaggiare non è inorridire o scandalizzarsi per tutto
ciò che non rientra nei nostri standard, nell'educazione
o nelle abitudini inveterate; viaggiare non è giudicare
o, peggio, condannare; viaggiare non è camminare a un
metro da terra per paura di sporcarsi o digiunare a oltranza
per l'ossessione delle infezioni; viaggiare non è avere
come unica aspirazione quotidiana quella di raggiungere un lussuoso
albergo ove "ripararsi" dal viaggio; viaggiare, naturalmente,
non è sdraiarsi per quindici giorni sotto una palma di
un villaggio turistico in una spiaggia tropicale.
Ciò detto, vediamo ora quel che significa per noi viaggiare.
Un viaggio è innanzitutto un'esperienza interiore, che
stimola i sensi e le percezioni, muove le emozioni, accende
l'immaginazione e la fantasia, apre la mente, illumina la ragione
e allarga gli orizzonti della nostra coscienza. E' un'esperienza
totale di vita con tutto ciò che la vita comporta: fatica,
ansia, stanchezza, ma anche soddisfazione, appagamento, eccitazione.
E' un'avventura esistenziale e morale che ci sradica dalle abitudini
quotidiane, dai preconcetti, dai vizi mentali, che ci fa mettere
fra parentesi le certezze della nostra esistenza e ci apre a
nuove possibilità, nuovi orizzonti e nuove filosofie
di vita. E' altresì un modo perfetto di coniugare il
pensiero e l'azione, la vita e la riflessione, laddove, invece,
nella nostra esistenza quotidiana pare che questi due aspetti
fondamentali non siano più compatibili ma corrano ormai
su binari paralleli e inconciliabili. Viaggiare è scoprire
genti straordinarie e affascinanti con le loro miserie e ricchezze,
paesaggi sconfinati e sublimi, monumenti e templi fantastici,
è immergersi nei luoghi, abbandonarsi alla loro bellezza
e al fascino che sanno trasmettere, se noi sappiamo ascoltarlo.
I nostri viaggi cercano di realizzare questa magia, ossia di
calarsi totalmente nei Paesi che visitano senza mediazione o
distacco, con la semplicità e l'immediatezza di chi vuole
veramente conoscere, vedere, ascoltare, capire in silenzio,
al di là di qualsiasi presunzione o preconcetto. Gli
itinerari, studiati per quanto possibile via terra, non puntano
solo a visitare luoghi e monumenti noti ma vogliono scoprire
gli aspetti più nascosti e autentici dei vari Paesi,
sia dal punto di vista umano ed etnico-culturale sia da quello
del loro territorio. Il nostro, dunque, vuol essere un "viaggiare
vero", che pone come punto centrale la ricerca e la scoperta,
e come comune denominatore il fattore culturale.
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