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I
PAESI
L’Argentina, la Bolivia e il Cile sono paesi sotto un
certo aspetto molto simili, sotto un altro estremamente diversi
e lontani. Ciò che li accomuna è essenzialmente
la catena andina, spina dorsale dell’intero continente
e, nello specifico, punto di riferimento e dimora di numerose
popolazioni.
Le Ande sono la culla delle civiltà precolombiane ma
anche il luogo dove le prime comunità ispaniche hanno
stabilito i loro centri e le loro capitali prima di espandersi
nelle grandi pianure orientali. Per questo le Ande sono anche
il simbolo della cultura multietnica che accomuna i tre paesi
e che si manifesta nell’alta concentrazione di popolazioni
indie (Aymarà, Quechua, Calchaquie, ecc.) accanto ad
una cospicua comunità ispanica e meticcia. Eppure queste
nazioni hanno caratteristiche etniche e culturali che le contraddistinguono
e attribuiscono loro un carattere originale e specifico.
L’elegante, raffinata Argentina, pur nell’attuale,
grave crisi economica, conserva uno standard di vita elevato
e uno stile europeo, sia per l’aspetto architettonico
delle città sia per le tendenze e le aspirazioni culturali
dei suoi cittadini, ferme restando le solide tradizioni e le
scelte esistenziali tipicamente argentine degli stessi.
Il Cile, visceralmente “andino” e sostanzialmente
indio e “mestizo” (meticcio), è più ancorato
al carattere sud-americano pur essendo aperto alla modernità e
ad un modello di vita sempre più evoluto; non a caso è forse
il paese col livello economico più elevato dell’intero
Sudamerica.
La Bolivia, al contrario, è un paese ancora arretrato,
dove le tradizioni etniche e culturali si rifanno decisamente
alle antiche civiltà indie, dove usi e abitudini sono
intatti da secoli, dove le donne indossano ancora i ricchi
costumi e i singolari copricapo a forma di bombetta. E’ un
paese straordinario non solo per questi aspetti culturali,
per le affascinanti città coloniali o i suggestivi mercati
etnici ma anche e soprattutto per la sua stupefacente natura,
per i meravigliosi paesaggi del suo immenso altopiano che,
unitamente alle coloratissime valli e agli aridi deserti di
Argentina e Cile, fanno di tutta quest’area una superba
espressione dell’incantevole spettacolo offerto dalle
Ande.
IL
VIAGGIO
Dall’Italia voliamo a Buenos Aires dove, dato uno sguardo
a questa magnifica città, ci imbarchiamo su un volo
per Salta nel nord-ovest del paese, punto di partenza per la
visita di questa splendida regione, con le sue coloratissime “quebradas” (valli
impervie simili a canyon), gli antichi insediamenti precolombiani,
i caratteristici villaggi indios e le ricche aziende viticole.
Risaliamo quindi la Quebrada de Humahuaca verso nord fino al
confine boliviano che valichiamo per poi discendere a Tupiza.
Visitati in un giorno i policromi paesaggi di questa regione,
riprendiamo a salire per raggiungere Potosì, a oltre
4000 metri di quota. Proseguiamo poi per Sucre, deliziosa ed
elegante città coloniale, sede universitaria e seconda
capitale della Bolivia. Nei dintorni visitiamo il famoso mercato
indio di Tarabuco, ricco di tradizione e di colore. Ritorniamo
sui nostri passi fino a Potosì per poi proseguire alla
volta di Uyuni, piccolo centro ai margini del celebre salar.
Da qui inizia uno straordinario percorso che in tre giorni,
attraverso il salar, le stupende “lagunas” coloratissime
e piene di fenicotteri, geyser, vulcani e incredibili montagne
policrome, ci porterà oltre il confine cileno fino a
San Pedro de Atacama: siamo nel deserto più arido del
mondo in un paesaggio lunare e ricco di colori. E’ l’ultima
parte del viaggio: un confortevole autobus di linea con una
lunga traversata negli straordinari paesaggi della puna (l’altopiano
stepposo delle Ande) ci riporta a Salta da dove riprendiamo
l’aereo per Buenos Aires e di qui il volo intercontinentale
per l’Italia.
CONSIGLI
E INFORMAZIONI
Clima e abbigliamento
Il viaggio, proposto per il mese di Agosto, coincide con la
stagione invernale dell’emisfero sud. Nelle zone di pianura
e di media montagna (fino a circa 2800 metri) il clima è
mite sia di giorno che di notte. Oltre questa quota gli sbalzi
termici fra giorno e notte sono sempre più forti man
mano che si sale, fino a raggiungere anche i 30/35 gradi; perciò,
mentre i giorni sono miti con temperature dai 15 ai 25 gradi,
le notti possono essere molto fredde, fino a 10/15 gradi sotto
zero. Le piogge invece sono assenti ed è facile assistere
a sequenze ininterrotte di giornate soleggiate e limpidissime.
L’abbigliamento consigliato è quello modulare,
cioè “a strati”, con indumenti estivi a cui
aggiungere una maglia o una camicia, un maglione pesante e la
giacca a vento di piumino, oltre a calzoni estivi e invernali
e a scarpe leggere e pesanti. Sono consigliati inoltre guanti
e berretto di lana, calzamaglia, occhiali da sole, crema solare
ad alta protezione e una torcia elettrica. In una tappa dell’itinerario
è necessario il sacco a pelo, che però può
essere noleggiato in loco.
Visti e vaccinazioni
Non
è richiesto il visto per nessuno dei tre paesi
Non è assolutamente necessaria alcuna vaccinazione. Per
quanto riguarda l’altitudine, che raggiunge punte di oltre
4000 mt., l’ascesa lenta e alternata, tutta a bordo di
pullman, consente un giusto acclimatamento con disturbi ridotti
al minimo. Il viaggio, pertanto, è sconsigliato solo
alle persone affette da gravi disturbi cardiovascolari.
Fuso orario
Nel periodo del viaggio la differenza di fuso orario rispetto
all’Italia è di 5 ore indietro per l’Argentina
e di 6 ore indietro per la Bolivia e il Cile.
Cambio
Per un Dollaro vengono cambiati: 2,90 Pesos argentini, 700 Pesos
cileni e 7,70 Boliviani.
La cucina
La cucina è ottima in tutti i tre paesi e veramente squisita
in Argentina dove a prezzi molto bassi si può gustare
la carne migliore del mondo nelle “parillas”, ristoranti
specializzati in piatti di carne. Ottimi sono pure i minestroni
e i piatti di verdure. Non mancano pizze e pasta asciutta.
Primo giorno
Volo per Buenos Aires.
Secondo giorno
Buenos Aires - Salta. Giunti a Buenos Aires
visitiamo la bella capitale argentina in attesa del volo serale
per Salta. Sistemazione in un hotel del centro di questa vivacissima
città del nord del paese.
Terzo giorno
Salta - Cafayate. Con auto a noleggio visitiamo
la regione a sud di Salta. Risaliamo i tornanti dell’arida
e impervia Cuesta del Obispo (Salita del Vescovo) per portarci
in quota e attraversare il suggestivo Parco Nazionale Los Cardones,
pieno di cactus a candelabro. Giungiamo a Cachi, pittoresco
villaggio abitato da indios Calchaquie, dove sostiamo per il
pranzo. Proseguiamo sempre in strada sterrata attraverso uno
spettacolare territorio ricco di formazioni rocciose “a
freccia” cioè a denti di sega, fino alla bella
cittadina di Cafayate, fra splendidi vigneti, dove pernottiamo.
Quarto giorno
Cafayate - Salta. Prima di lasciare Cafayate
visitiamo le rovine precolombiane di Quilmes, le più
importanti dell’Argentina, e un’azienda viticola
di questa zona nota per i suoi ottimi vini. Da Cafayate imbocchiamo
l’omonima quebrada verso nord, fra spettacolari scenari
di rocce policrome e gole verticali e strapiombanti. Nel pomeriggio
rientriamo a Salta in tempo per passeggiare in questa elegante
città piena di vita e impreziosita da splendidi edifici
coloniali.
Quinto giorno
Salta - Tupiza. Lasciamo Salta e attraversiamo
la Quebrada de Humahuaca, forse ancora più bella e spettacolare
di quella di Cafayate, coi suoi stupefacenti cromatismi, in
particolare quelli del Cerro de los Sietes Colores (la collina
dei sette colori) e della Paleta del Pintor (la tavolozza del
pittore). Visitiamo anche la deliziosa cittadina di Tilcara
col suo Pucarà (fortificazione precolombiana). Raggiungiamo
poi per la prima volta la puna andina, con mandrie di lama al
pascolo nelle immense praterie dell’altopiano, poco prima
di attraversare il confine boliviano fra La Quiaca (Argentina)
e Villazon (Bolivia), a circa 3800 metri di quota. Scendiamo
infine a Tupiza, la città del mitico bandito Butch Cassidy,
in un magnifico paesaggio ricco di colore.
Sesto giorno
Tupiza. Sosta di una giornata a Tupiza per
rilassarci al bordo della piscina del principale hotel della
città e, se vogliamo, compiere una bella escursione
nei dintorni.
Settimo giorno
Tupiza - Potosì. Riprendiamo il percorso
attraverso impervi e aridi paesaggi fino a Potosì, dove
giungiamo nel pomeriggio in tempo per visitare questa città
posta a 4100 mt. di quota (la più alta del mondo) che
in passato, nei secoli XI, XII e XIII, conobbe un periodo d’immensa
ricchezza in seguito alla scoperta di una grande cava d’argento
sul Cerro Rico, la montagna che la domina.
Ottavo giorno
Potosì - Sucre. In mattinata completiamo
la visita di Potosì: è possibile visitare il museo
della famosa Casa Real de la Moneda, l’antica zecca, oppure
compiere una faticosa escursione alle miniere del Cerro Rico.
Poi partiamo alla volta di Sucre, che raggiungiamo in meno di
tre ore. Sucre è una bellissima città coloniale
molto raffinata, con edifici e chiese ben conservati e innumerevoli
locali, bar e ristoranti pieni di giovani. E’ infatti
sede di un importante ateneo nonchè secondo centro governativo
della Bolivia, ossia seconda capitale dopo La Paz.
Nono giorno
Tarabuco. In mattinata, con partenza intorno
alle sette, escursione a Tarabuco, villaggio dove ogni domenica
c’è un suggestivo mercato indio che raccoglie le
tribù di tutta l’area, coi loro costumi tradizionali
e gli stupendi oggetti d’artigianato. Al ritorno, nel
pomeriggio, si può di nuovo godere l’elegante
atmosfera di Sucre.
Decimo giorno
Sucre - Uyuni. Da Sucre, con una lunga e suggestiva
tappa di trasferimento, ritorniamo a Potosì per poi proseguire
verso Uyuni, cittadina dell’altopiano andino ai margini
dello splendido salar omonimo.
Undicesimo giorno
Uyuni - San Juan. Iniziano con questo i tre
giorni più spettacolari del viaggio, nei quali, a bordo
di fuoristrada, attraverseremo scenari di straordinaria bellezza.
Nel primo giorno entriamo nel Salar de Uyuni e, dopo aver visitato
Colchani dove gli indios vivono estraendo il sale, giungiamo
all’Isla de los Pescadores (in quechua: Hincahuasi), sperone
roccioso che contiene una selva di magnifici cactus secolari,
da cui si ha una superba vista su tutto l’immenso salar,
una piatta distesa abbagliante che si perde nell’infinito
e ai cui margini emergono lontanissimi vulcani surreali che
sembrano avere l’inconsistenza di un miraggio. Lasciata
l’isola percorriamo un’altra zona del salar e, dopo
esserne usciti, attraversiamo un suggestivo paesaggio dove è possibile
avvistare le vigogne. Ci fermiamo al villaggio di San Juan
dove pernottiamo nelle essenziali stanzette di una
semplicissima guesthouse.
Dodicesimo giorno
San Juan - Laguna Colorada. Riprendiamo il
percorso attraversando spettacolari deserti e salares popolati
di lama e vigogne, in uno scenario affascinante ai piedi d’imponenti
vulcani, uno dei quali tuttora attivo e fumante. Poi giungiamo
a una serie d’incantevoli lagune piene di fenicotteri
dallo splendido piumaggio. Infine, dopo aver attraversato un
altro arido deserto policromo dove è possibile osservare
le viscacce, una specie di conigli d’alta quota, giungiamo
all’incredibile Laguna Colorada che nel pomeriggio, quando
s’alza il vento, assume un color rosso cupo a causa di
microrganismi animali e vegetali che la popolano: un vero capolavoro
della natura. Dormiamo in riva alla laguna, in dormitori molto
essenziali nei quali è necessario l’uso del sacco
a pelo per il freddo intenso durante la notte a quell’altitudine:
circa 4200 metri.
Tredicesimo giorno
Laguna Colorada - San Pedro de Atacama. Ci
alziamo prima dell’alba per raggiungere gli spettacolari
geyser di Sol de Manana (mt 4800) prima che il vento del mattino
ne spazzi via i fumi. Farà molto freddo perciò
è necessario vestirsi con tutti i capi che abbiamo. Poi
scendiamo verso le Termas de Polques dove ci sono pozze d’acqua
calda in cui è possibile fare il bagno, se l’aria
fredda ci permette di spogliarci. Dopodichè riprendiamo
la strada fra incredibili scenari policromi fino a raggiungere
la Laguna Verde ai piedi dello spettacolare vulcano Llicancabur,
un perfetto cono di 5960 metri. Siamo ormai al confine col Cile
che attraversiamo per scendere in breve tempo allo stupendo
altopiano di San Pedro de Atacama, località nel cuore
dell’omonimo, aridissimo deserto cileno. San Pedro a prima
vista appare un trasandato, povero villaggio indio; in realtà
è un paese pieno di attività, votato al turismo,
con alberghi, guesthouse, bar, ristoranti e agenzie ad ogni
angolo. Nel pomeriggio o nella mattinata successiva visitiamo
gli splendidi luoghi che lo circondano, come le lagunas e la
bellissima Valle de la Luna.
Quattordicesimo giorno
San Pedro de Atacama - Salta. Attraversiamo
nuovamente la catena andina fra Cile e Argentina a bordo di
un confortevole pullman di una compagnia privata cilena. L’itinerario
fino a Salta è molto lungo ma denso di momenti suggestivi
e paesaggi mutevoli.
Quindicesimo giorno
Salta - Buenos Aires. Voliamo da Salta a Buenos
Aires dove possiamo trascorrere qualche ora nelle eleganti
vie
del centro per gli ultimi acquisti. In serata partenza del
volo per l’Italia.
Sedicesimo giorno
Arrivo in Italia.
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